28) Klein. Il gioco nella psicoanalisi del bambino.
Secondo Melanie Klein (Vienna 1882-Londra 1960) la tecnica del
gioco da lei utilizzata nella psicoanalisi infantile assolve la
stessa funzione che anno le associazioni libere nell'analisi
degli adulti. L'analista deve interpretare e comunicare al bambino
il significato simbolico inconscio che assume l'azione ludica
compiuta in sua presenza e in questo modo si arriva a gettare luce
sui suoi processi inconsci, sull'origine delle sue ansie, paure,
sensi di colpa. Il bambino deve essere messo in condizione di
sperimentare liberamente le sue emozioni e le sue fantasie,
servendosi di materiali ludici appropriati - oggetti piccoli,
semplici, non meccanici - che si prestino a creare le situazioni
pi diverse. Spesso nel gioco il bambino manifesta la sua
aggressivit e i suoi impulsi distruttivi - ad esempio rompendo un
giocattolo -; anche in questo caso il compito dell'analista 
quello di osservare, comprendere e comunicare al bambino ci che
avviene il lui, senza esprimere valutazioni morali e senza voler
esercitare alcun ruolo educativo nei suoi confronti.
M. Klein, La tecnica psicoanalitica del gioco: sua storia e suo
significato, secondo-terzo.
secondo. Ho spiegato come l'uso dei giocattoli, che io tenevo
specificamente per i miei piccoli pazienti nella scatola dove li
portai la prima volta, si dimostrasse essenziale per l'analisi.
Tale esperienza, come molte altre, mi aiut a stabilire quali
giocattoli sono pi adatti per la tecnica psicoanalitica del
gioco. Trovai essenziale avere giocattoli piccoli, perch il loro
numero e variet mette il bambino in grado di esprimere una vasta
serie di fantasie ed esperienze. E' importante, per tale scopo,
che questi giocattoli non siano meccanici e che le figure umane,
diverse solo per colore e misura, non indichino alcuna particolare
occupazione. La loro grande semplicit mette il bambino in grado
di usarle in molte situazioni differenti, secondo il materiale che
vien fuori dal suo gioco. Il fatto che egli possa, cos,
presentare simultaneamente una variet di esperienze e situazioni
immaginarie o reali ci rende, inoltre, possibile tracciare un
quadro pi coerente del lavoro della sua mente. In armonia con la
semplicit dei giocattoli, anche l'attrezzatura della camera da
gioco  semplice: non comprende se non ci che  necessario
all'analisi. I giocattoli di ciascun bambino son tenuti chiusi in
un particolare cassetto, ed egli perci sa che i suoi giocattoli e
i giochi a cui gli servono, che sono l'equivalente delle
associazioni degli adulti, sono conosciuti solo dall'analista e da
lui. La scatola in cui presentai per la prima volta i giocattoli
alla bambina summenzionata risult il prototipo del cassetto
individuale, che  parte della relazione intima e privata tra
analista e paziente, caratteristica della situazione del transfert
psicoanalitico.
Io non affermo che la tecnica del gioco dipenda interamente dalla
mia particolare selezione del materiale di gioco. In ogni caso, i
bambini spesso portano spontaneamente con s le loro cose, e i1
gioco che fanno con queste entra come una cosa naturale nel lavoro
analitico. Ma credo che i giocattoli forniti dall'analista
dovrebbero essere, nel complesso, del tipo da me descritto, cio
semplici, piccoli e non meccanici.
Comunque, i giocattoli non sono i soli mezzi per l'analisi fondata
sul gioco. Molte delle attivit del bambino sono a volte
esercitate intorno al lavabo, che  fornito di una o due
bottigliette, bicchieri e cucchiai. Spesso egli disegna, scrive,
dipinge, taglia, ripara giocattoli, e cos via. Di tanto in tanto,
fa alcuni giochi in cui assegna all'analista e a se stesso le
parti: il negozio di giocattoli, il dottore e l'ammalato, la
scuola, la madre e il bambino. In tali giochi spesso il bambino
assume per s la parte dell'adulto, non solo esprimendo con ci il
suo desiderio di rovesciare i compiti, ma anche dimostrando come
egli sente che i suoi genitori o altre persone autorevoli si
comportano verso di lui, o dovrebbero comportarsi. Qualche volta
egli d sfogo alla sua aggressivit e al risentimento,
mostrandosi, nella parte di genitore, sadico verso il bambino,
rappresentato dall'analista. Il principio dell'interpretazione
rimane lo stesso se le fantasie sono espresse mediante i
giocattoli o con una finzione scenica. Poich, qualunque materiale
si usi, l'essenziale  che i principi base della tecnica vengano
applicati.
Nel gioco infantile l'aggressivit  espressa in vari modi,
direttamente o indirettamente. Spesso vien rotto un giocattolo o,
quando il bambino  pi aggressivo, capita che assalga con un
coltello o con le forbici la tavola o pezzi di legno, spruzzi
intorno l'acquaio i colori, e la camera, in genere, diventi un
campo di battaglia. E' essenziale mettere il bambino in grado di
manifestare la sua aggressivit, ma quel che pi conta  capire
perch, in quel particolare momento, nella situazione di transfert
affiorino impulsi distruttivi e osservare le loro conseguenze
nella mente del bambino. Sentimenti di colpa possono manifestarsi
subito dopo che il bambino ha rotto, per esempio, una figurina.
Tale colpa si riferisce non solo al danno fatto, ma anche a ci
che il giocattolo rappresenta nell'inconscio del bambino, per
esempio un fratellino, una sorellina o un genitore; perci
l'interpretazione deve spingersi anche a questi strati pi
profondi. A volte possiamo dedurre dal comportamento del bambino
verso l'analista che non solo la colpa ma anche l'ansia per timore
di persecuzione  stata la conseguenza dei suoi impulsi
distruttivi e che egli  spaventato dalla rappresaglia.
Ho potuto quasi sempre far capire al bambino che non avrei
tollerato attacchi fisici contro me stessa. Questo atteggiamento
non solo protegge la psicoanalista ma  altres importante per
l'analisi, poich tali assalti, se non vengono contenuti entro
certi limiti, possono ingenerare nel bambino un eccessivo senso di
colpa e un'ansia persecutoria, e perci si aggiungono alle
difficolt del trattamento. Varie volte mi  stato chiesto con
quale metodo io prevenissi le aggressioni fisiche, e credo che la
risposta sia questa: ero molto attenta a non inibire le fantasie
aggressive del bambino; infatti gli veniva data l'opportunit di
attuarle in altri modi, non esclusi gli attacchi verbali a me
stessa. Quanto pi potevo interpretare a tempo i motivi
dell'aggressione del bambino, tanto pi la situazione poteva
essere tenuta sotto controllo. Ma con alcuni bambini psicotici a
volte  stato difficile proteggermi dalla loro aggressivit.

terzo. Ho notato che l'atteggiamento del bambino verso un
giocattolo da lui danneggiato  molto rivelatore. Spesso egli
accantona tale giocattolo, che rappresenta, per esempio, un
fratellino o un genitore, e lo ignora per qualche tempo. Ci
indica l'avversione per l'oggetto, dovuta alla paura d'essere
perseguitato, cio che la persona assalita (rappresentata dal
giocattolo) sia divenuta vendicativa e pericolosa. Il senso di
persecuzione pu essere cos forte da coprire sentimenti di colpa
e di depressione, anche essi suscitati dal danno prodotto. Oppure
la colpa e la depressione possono essere cos forti da portare a
un rafforzamento dei sentimenti persecutori. Comunque, un bel
giorno il bambino pu cercare nel suo cassetto il giocattolo
danneggiato: ci suggerisce allora che noi abbiamo potuto
analizzare alcune importanti difese, diminuendo cosl i sentimenti
persecutori e rendendo il paziente consapevole del suo senso di
colpa e del desiderio di riparazione. Quando ci accade, possiamo
anche notare che  avvenuto un cambiamento nei rapporti del
bambino con quel particolare fratellino rappresentato dal
giocattolo, o nelle sue relazioni in generale. Tale mutamento
conferma la nostra impressione che l'ansia dovuta a timori di
persecuzione  diminuita e che, insieme con il senso di colpa e il
desiderio di ripararvi, hanno assunto una parte preponderante
sentimenti d'amore che erano stati attutiti dall'eccessiva
angoscia. Con un altro bambino, o con lo stesso bambino in uno
stadio analitico pi avanzato, il senso di colpa e il desiderio di
riparazione possono venire subito dopo l'atto aggressivo, e si
manifesta la tenerezza verso il fratello o la sorella
eventualmente danneggiati. L'importanza di tali cambiamenti per la
formazione del carattere e i rapporti oggettuali, come anche per
la stabilit mentale, non pu essere sopravvalutata.
E' una parte essenziale del lavoro interpretativo che deve
accompagnare e assecondare la fluttuazioni fra l'amore e l'odio,
fra la felicit e la soddisfazione da una lato e l'ansia
persecutoria e la depressione dall'altro. Ci implica che
l'analista non deve mostrare disapprovazione per il bambino che ha
rotto un giocattolo: egli non deve, comunque, incoraggiare il
bambino ad esprimere la sua aggressivit o suggerirgli che il
giocattolo pu essere riparato. In altri termini, egli dovrebbe
mettere il bambino in grado di sperimentare le sue emozioni e
fantasie come vengono fuori. Fu norma costante della mia tecnica
non esercitare un influsso educativo o morale, ma attenermi
unicamente al procedimento psicoanalitico, che, in poche parole,
consiste nel comprendere il pensiero del paziente e nel
comunicargli ci che avviene in lui.
La variet delle situazioni emotive che possono essere espresse
con le attivit del gioco  illimitata: per esempio, senso di
frustrazione e di essere ripudiato; gelosia del padre o della
madre, dei fratelli o delle sorelle, accompagnata o non da
aggressivit; piacere di avere un compagno di giochi alleato
contro i genitori; sentimenti d'amore e odio verso un bimbo
neonato o atteso, e conseguente angoscia, colpa e desiderio di
riparare. Nel gioco infantile si trova anche la ripetizione di
esperienze reali e di particolari della vita quotidiana, spesso
intrecciati con fantasie. E' rivelante l'osservare che, talvolta,
fatti reali molto importanti nella vita del bambino non riescono
ad entrare n nel suo gioco n nelle sue associazioni e che il
massimo rilievo sia invece dato ad avvenimenti di minor conto. Ma
questi sono di grande importanza per lui, perch hanno provocato
le sue emozioni e fantasie.
 (R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
pedagogia scientifica del '900,
Principato, Milano, 1997, pagine 236-239).
